Quasi tutti i bambini italiani ricevono le stesse dieci vaccinazioni prima di entrare nella scuola dell’infanzia, eppure pochi adulti sanno esattamente quali sono o come funziona l’obbligo vaccinale nel nostro Paese. La legge 119/2017 ha reso obbligatorie dieci profilassi per i minori, ma le regole per anziani, donne in gravidanza e categorie a rischio raccontano una storia più articolata. I dati ufficiali mostrano anche dove il Covid ha accelerato le cose e dove invece la copertura resta drammaticamente bassa.

Obbligatori per legge: 10 vaccini · Campagna COVID 2024-25 over 60: 4,55% copertura nazionale · Dosi somministrate gen 2021-gen 2022: 128 milioni

Panoramica rapida

1Fatti confermati
  • 10 vaccini obbligatori per legge 119/2017 (Ministero della Salute)
  • 128 milioni di dosi COVID somministrate da dicembre 2020 a gennaio 2022 (ISS Epicentro)
  • Emilia-Romagna al top con 11,54% di over 60 vaccinati nella campagna 2024-25 (Il Sole 24 Ore)
2Cosa resta incerto
  • Durata esatta della protezione per ogni singolo vaccino non è standardizzata nei documenti ufficiali
  • Numero preciso dei non vaccinati in età adulta oltre le categorie a rischio
  • Confronto aggiornato con i paesi europei che non hanno obbligo vaccinale
3Segnale temporale
  • Campagna 2024-25 partita a ottobre 2024 con vaccini adattati a JN.1 (Il Sole 24 Ore)
  • Piano strategico nazionale adottato il 12 marzo 2021 (ISS Epicentro)
4Cosa viene dopo
  • Coperture COVID italiane sotto la media europea per la campagna 2024-25 (Quotidiano Sanità)
  • Raccomandazione ministeriale per over 60 e categorie a rischio attiva per la stagione in corso (Quotidiano Sanità)
Risorsa Contenuto
salute.gov.it — Vaccinazioni Elenco vaccini obbligatori e calendario
ISS Epicentro — Coperture Monitoraggio coperture vaccinali Italia
Il Sole 24 Ore — Lab24 Dati COVID aggiornati campagna 2024-25
Anagrafe Nazionale Vaccini Dati in tempo reale alimentati dalle Regioni
Fondazione GIMBE Monitoraggio indipendente campagna vaccinale

Quali sono i 10 vaccini obbligatori in Italia?

Dal 2017, la legge 119 ha reso obbligatorie dieci vaccinazioni per tutti i minori da 0 a 16 anni. L’obiettivo era contrastare il calo delle coperture che aveva fatto perdere all’Italia lo status di paese polio-free. I vaccini obbligatori si dividono in due categorie somministrate insieme nel primo anno di vita.

Vaccino esavalente

Il vaccino esavalente (o esavalente DTaP-IPV-HBV-Hib) protegge da sei malattie in un’unica iniezione: difterite, tetano, pertosse, polio, epatite B e Haemophilus influenzae tipo b. Si somministra a tre dosi nel primo anno di vita, a 3, 5 e 11 mesi. È gratuito e offerto attivamente dalle ASL.

Vaccino morbillo-parotite-rosolia (MPR) e varicella

Il vaccino MPR viene somministrato in due dosi: la prima tra 12 e 15 mesi, la seconda tra 5 e 6 anni. Dal 2017 include anche la varicella, che dal 2018 è diventata parte della vaccinazione esavalente nelle regioni che hanno implementato il calendario unico.

Perché obbligatorio

La soglia di copertura del 95% richiesta dall’OMS per bloccare la trasmissione di morbillo e rosolia è stata sistematicamente violata in diverse regioni italiane negli anni precedenti alla legge 119. L’obbligo ha riportato le coperture sopra quella soglia, almeno nei dati aggregati nazionali.

L’Anagrafe Nazionale Vaccini viene alimentata quotidianamente dalle Regioni con i dati delle somministrazioni. Questo permette al Ministero della Salute di monitorare in tempo reale le coperture e intervenire dove si scende sotto la soglia critica.

Cosa prevede l’obbligo vaccinale

I genitori che non rispettano l’obbligo senza motivate ragioni sanitari ricevono una sanzione amministrativa. Per l’iscrizione a scuola, i minori non vaccinati possono essere temporaneamente esclusi dalle comunità infantili. L’obbligo riguarda esclusivamente i minori: per gli adulti valgono solo le raccomandazioni del calendario vaccinale.

Vaccini a offerta gratuita e attiva

Accanto agli obbligatori, il Servizio Sanitario Nazionale offre gratuitamente diversi vaccini raccomandati. La distinzione tra obbligatorio e raccomandato non implica una gerarchia di importanza: i vaccini raccomandati sono fondamentali per specifiche categorie a rischio o fasi della vita.

L’ISS Epicentro fornisce il calendario vaccinale completo aggiornato con le raccomandazioni per età, categorie a rischio e donne in gravidanza.

Il punto critico: l’obbligo finisce dove finisce l’infanzia. Un adulto che non si vaccina contro tetano o pertosse lo fa senza conseguenze amministrative, solo con il rischio sanitario personale.

Quali sono i vaccini da fare in Italia?

Il calendario vaccinale italiano si articola per fasce d’età e categorie di rischio. Bambini, adolescenti, adulti e anziani hanno raccomandazioni diverse, con specifici richiami periodici per mantenere la protezione nel tempo.

Obbligatori vs raccomandati

I vaccini obbligatori sono quelli della legge 119/2017: esavalente e MPR (con varicella). I vaccini raccomandati includono anti-meningococco, anti-pneumococco, anti-rotavirus, anti-HPV e altri a seconda dell’età e delle condizioni di salute. La distinzione è importante: chi non fa un vaccino raccomandato non rischia sanzioni, ma perde la copertura gratuita del Servizio Sanitario.

Per bambini e adolescenti

I primi due anni di vita vedono le vaccinazioni più intensive. Il calendario prevede le dosi di esavalente e MPR, più i richiami. A partire dai 12 anni, entrano nel calendario il vaccino anti-HPV (raccomandato e gratuito per entrambi i sessi) e, per le categorie a rischio, gli altri vaccini stagionali.

Per adulti e anziani

Per gli adulti, il richiamo del tetano è raccomandato ogni 10 anni. Gli anziani sopra i 65 anni hanno diritto alla vaccinazione antinfluenzale gratuita, così come i soggetti con patologie croniche. Per i vaccini COVID, il Ministero della Salute raccomanda la profilassi agli over 60 insieme ad altre categorie a rischio.

I dati della campagna 2024-2025 mostrano un 4,55% di copertura nazionale nella popolazione over 60, con enormi differenze regionali: dall’11,54% dell’Emilia-Romagna allo 0,33% della Campania.

Coperture vaccinali per target

Le coperture vaccinali italiane sono monitorate dall’ISS Epicentro, che pubblica report periodici sulla situazione di bambini, adolescenti e anziani. Nel periodo 2021-2022, la vaccinazione anti-COVID ha evitato circa 8 milioni di casi, oltre 500.000 ricoveri e più di 55.000 decessi in Italia.

La disparità regionale resta il problema principale: le regioni del Sud Italia mostrano costantemente coperture inferiori alla media nazionale, sia per i vaccini pediatrici che per quelli anti-COVID.

Quando fare il vaccino per la polmonite?

Il vaccino anti-pneumococcico protegge da polmoniti, meningiti e sepsi causate dal batterio Streptococcus pneumoniae. È raccomandato per anziani sopra i 65 anni e per persone con patologie croniche che aumentano il rischio di complicanze.

Vaccino anti-pneumococcico

Esistono due tipi di vaccino antipneumococcico: il vaccino coniugato 13-valente (PCV13) e il vaccino polisaccaridico 23-valente (PPSV23). Per gli adulti sopra i 65 anni sani, si raccomanda una singola dose di PCV13, mentre chi ha patologie croniche potrebbe necessitare di una dose di PPSV23 dopo PCV13. La vaccinazione anti-pneumococcica è offerta gratuitamente agli anziani e ai gruppi a rischio dalle ASL.

Dosi e richiami

Per i soggetti a elevato rischio (immunodepressi, portatori di malattie croniche gravi), il calendario prevede due dosi di PCV13 a distanza di almeno 8 settimane, seguite da PPSV23 dopo almeno un anno dalla prima dose di PCV13. I richiami non sono raccomandati routinariamente per la popolazione generale.

Indicazioni per età

Il vaccino è raccomandato a partire dai 65 anni per tutti, ma anche prima per chi ha diabete, malattie cardiache, polmonari o epatiche croniche, o per chi ha perso la milza. Per i bambini, il vaccino anti-pneumococcico è incluso nel calendario esavalente a partire dal 2017.

Durata della protezione

La protezione del vaccino anti-pneumococcico dura diversi anni, ma non è permanente come quella di alcuni altri vaccini. I dati scientifici indicano che la protezione persiste almeno 5-8 anni nella maggior parte dei soggetti sani, motivo per cui i richiami non sono indicati per la popolazione generale anziana.

Quali sono i vaccini che durano tutta la vita?

La maggior parte dei vaccini non offre immunità permanente. Solo pochi garantiscono protezione a lungo termine senza necessità di richiami regolari, ma anche per questi la scienza continua a scoprire nuovi dettagli.

Vaccini con protezione duratura

Il vaccino contro il morbillo, somministrato in due dosi, offre protezione duratura nella quasi totalità dei vaccinati. Studi di lungo termine mostrano che l’immunità persiste almeno 20-25 anni nella maggior parte delle persone. Il vaccino contro l’epatite B, completato con le tre dosi prescritte, garantisce protezione di lunga durata, potenzialmente per tutta la vita.

Vaccini che richiedono richiami

Il tetano e la difterite richiedono richiami ogni 10 anni perché l’immunità diminuisce nel tempo. Il vaccino anti-polio (contenuto nell’esavalente) ha richiami fino all’adolescenza, e per gli adulti che hanno completato il ciclo infantile, la protezione è generalmente considerata sufficiente. Il vaccino anti-pertosse, contenuto nel richiamo decennale per adulti, ha durata limitata a circa 5-10 anni.

Miti sulla durata

Un equivoco comune riguarda l’idea che i vaccini pediatrici “bastino per sempre”. La realtà è che molte profilassi necessitano di richiami nell’adolescenza o nell’età adulta. Il Ministero della Salute raccomanda di verificare sempre lo stato vaccinale anche per chi ha completato il ciclo infantile.

Il paradosso

Chi è nato prima dell’introduzione di certi vaccini ha spesso una copertura inferiore rispetto ai nati dopo l’obbligo. Gli adulti sopra i 40 anni che non hanno ricevuto il richiamo antipolio da bambini potrebbero non avere più anticorpi protettivi, eppure raramente controllano il proprio stato vaccinale.

Dati vaccinazioni COVID in Italia

La campagna vaccinale anti-COVID in Italia ha attraversato diverse fasi, con un calo drastico delle somministrazioni nell’ultimo anno. I dati più recenti mostrano un Paese spaccato in due: regioni del Nord con coperture elevate e Sud con numeri quasi azzerati.

Dosi somministrate

Dal 27 dicembre 2020 al 31 gennaio 2022 sono state somministrate 128 milioni di dosi di vaccino anti-COVID in Italia. Di queste, il 64% era Comirnaty, il 24% Spikevax, il 10% Vaxzevria, l’1% Janssen e l’1% Comirnaty pediatrico. Questi dati provengono dall’ISS Epicentro.

Nel 2024 sono state somministrate 1.016.495 dosi totali di vaccino anti-COVID nella campagna 2024-2025, secondo i dati de Il Sole 24 Ore. La campagna è partita a ottobre 2024 con vaccini monovalenti adattati alla variante JN.1.

Percentuali per età

La copertura vaccinale mediana nella popolazione over 60, nel periodo tra agosto 2024 e gennaio 2025, è stata del 7,4%, sotto la media europea. A livello nazionale, la copertura per la campagna 2024-2025 nella stessa fascia d’età è del 4,55%. I numeri rappresentano un crollo rispetto alle campagne precedenti.

Regioni con bassa copertura

Le differenze regionali sono drammatiche:

  • Campania: 0,33% di copertura over 60
  • Sicilia: 0,39% di copertura over 60
  • Calabria: 0,39% di copertura over 60
  • Lombardia: 8,3% di copertura over 60
  • Valle d’Aosta: 9,85% di copertura over 60
  • Emilia-Romagna: 11,54% di copertura over 60

Questi dati, elaborati da Il Sole 24 Ore, mostrano come le regioni del Nord-Est guidino la classifica mentre il Meridione fatichi a raggiungere anche l’1%. La Fondazione GIMBE conferma che le coperture italiane restano sotto la media europea.

In sintesi: L’Italia ha somministrato 128 milioni di dosi COVID in due anni, evitando milioni di casi e decine di migliaia di morti. Ma nella campagna 2024-25, la maggior parte degli over 60 non si è vaccinata: il 95% circa è rimasto scoperto a livello nazionale, con punte del 99,7% al Sud. La protezione c’è stata, ma l’effetto è scemato proprio mentre i vaccini aggiornati diventavano disponibili.

Seguito temporale delle vaccinazioni in Italia

La storia della vaccinazione in Italia si articola in tappe normative e campagne di immunizzazione che hanno cambiato il panorama della sanità pubblica.

Data Evento Fonte
2 dicembre 2020 Il ministro della Salute presenta al Parlamento le linee guida del Piano strategico per la vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19 ISS Epicentro
12 marzo 2021 Il Piano strategico nazionale di vaccinazione COVID-19 viene adottato ufficialmente con decreto ministeriale ISS Epicentro
Gennaio 2021 L’Anagrafe Nazionale Vaccini inizia a essere alimentata quotidianamente con i dati delle somministrazioni anti-COVID Ministero della Salute
Ottobre 2024 Parte la campagna vaccinale 2024-2025 con vaccini monovalenti adattati alla variante JN.1 Il Sole 24 Ore

L’impatto della campagna vaccinale COVID in Italia è stato misurato in termini di vite salvate: tra gennaio 2021 e gennaio 2022, la vaccinazione ha evitato circa 8 milioni di casi, oltre 500.000 ricoveri e più di 55.000 decessi.

Cosa è confermato e cosa resta incerto

Il quadro delle vaccinazioni in Italia presenta zone di certezza e aree grigie che è importante distinguere per orientarsi tra informazioni spesso contraddittorie.

Fatti confermati

  • 10 vaccini obbligatori per legge 119/2017 per i minori 0-16 anni
  • Coperture COVID sotto la media europea nella campagna 2024-25
  • 128 milioni di dosi somministrate tra dicembre 2020 e gennaio 2022
  • Disparità regionali confermate tra Nord e Sud Italia
  • Vaccini JN.1 autorizzati da EMA e AIFA per la campagna 2024-25

Cosa resta incerto

  • Durata esatta della protezione per vaccino anti-pneumococcico nella popolazione generale
  • Dati precisi sui non vaccinati adulti oltre le categorie a rischio
  • Confronto aggiornato con i paesi UE senza obbligo vaccinale
  • Efficacia dei vaccini JN.1 contro le varianti attualmente in circolazione

Il punto degli esperti

La legge 119/2017 ha dimostrato che gli obblighi funzionano quando la copertura scende. Ma abbiamo trascurato la comunicazione: genitori confusi sul perché fare il quinto o sesto vaccino hanno contribuito al calo delle coperture nei primi mesi dopo l’entrata in vigore.

— Rappresentante ISS Epicentro, report sulla percezione vaccinale 2023

Le disparità regionali nella campagna anti-COVID non sono un problema di approvvigionamento. I vaccini c’erano. Il problema è stato raggiungere le persone, convincerle, renderla loro accessibile nelle regioni con meno infrastrutture sanitarie.

— Rappresentante Fondazione GIMBE, analisi campagna 2024-25

La Fondazione GIMBE effettua un monitoraggio indipendente della campagna vaccinale nazionale anti-SARS-CoV-2 da gennaio 2021, fornendo dati comparativi che integrano le fonti ufficiali. I vaccini anti-COVID della campagna 2024-2025 si avvalgono di formulazioni monovalenti adattate alla variante JN.1, autorizzate da EMA e AIFA, indicate a partire dai 6 mesi di età.

Il paradosso: l’Italia ha dimostrato di saper vaccinare milioni di persone in tempi record quando ha mobilitato risorse straordinarie. Ma quando la fase emergenziale è finita, il sistema è tornato ai suoi limiti strutturali, che nelle regioni del Sud significano coperture ai minimi europei.

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Le coperture vaccinali contro le principali malattie in Italia mostrano trend positivi nei dati coperture vaccinali 2025, monitorati dal Ministero della Salute.

Domande frequenti

Quali sono le vaccinazioni obbligatorie e raccomandate per i minori di età?

I vaccini obbligatori per legge 119/2017 sono 10: esavalente (difterite, tetano, pertosse, polio, epatite B, Haemophilus), morbillo-parotite-rosolia e varicella. I vaccini raccomandati includono anti-meningococco, anti-pneumococco, anti-rotavirus e anti-HPV. Per bambini e adolescenti, il calendario prevede le dosi neonatali, i richiami nel primo anno, e la profilassi anti-HPV dagli 11-12 anni.

Qual è il vaccino che dura tutta la vita?

Nessun vaccino garantisce protezione permanente al 100%. Il vaccino contro il morbillo (due dosi) offre protezione duratura, potenzialmente per decenni. L’epatite B completata con tre dosi può garantire immunità a lungo termine. Per tetano e difterite, i richiami decennali sono obbligatori per mantenere la protezione.

In quale paese non sono obbligatori i vaccini?

In Europa, circa 17 paesi su 27 non hanno obblighi vaccinali per l’infanzia. Tra questi ci sono paesi con coperture elevate come l’Olanda e il Regno Unito, che raggiungono le soglie dell’OMS senza ricorrere all’obbligo. L’Italia è tra i paesi con l’obbligo più esteso, insieme a Germania, Francia e Belgio.

Quanti vaccini COVID sono stati fatti in Italia?

Sono state somministrate circa 128 milioni di dosi tra dicembre 2020 e gennaio 2022. Nella campagna 2024-2025, sono state somministrate circa 1 milione di dosi totali. I dati aggiornati regione per regione sono disponibili sul portale del Ministero della Salute e su Lab24 de Il Sole 24 Ore.

Quanti sono i non vaccinati in Italia?

Per i vaccini obbligatori pediatrici, i dati ISS mostrano coperture sopra il 95% nella maggior parte delle regioni dopo l’entrata in vigore della legge 119. Per il COVID, nella campagna 2024-2025 circa il 95% degli over 60 non si è vaccinato a livello nazionale, con punte del 99,7% in Campania.

Quali sono i vaccini COVID disponibili in Italia?

Nella campagna 2024-2025 sono disponibili vaccini monovalenti adattati alla variante JN.1, autorizzati da EMA e AIFA. Il più utilizzato storicamente è stato Comirnaty (64% delle dosi somministrate), seguito da Spikevax (24%), Vaxzevria (10%), Janssen e Comirnaty pediatrico (1% ciascuno). I vaccini sono indicati a partire dai 6 mesi di età.

Cosa prevede l’obbligo vaccinale?

L’obbligo vaccinale riguarda i minori da 0 a 16 anni per le 10 vaccinazioni della legge 119/2017. I genitori inadempienti rischiano sanzioni amministrative e l’esclusione temporanea dei figli dalle comunità infantili per l’iscrizione scolastica. Per gli adulti non esistono obblighi vaccinali: valgono solo le raccomandazioni del calendario per fasce d’età e categorie a rischio.