Chi ha cercato di prenotare una visita specialistica tramite il Servizio Sanitario Nazionale sa quanto possa essere frustrante incappare in tempi di attesa di diversi mesi. Dal 26 giugno 2025 esiste però uno strumento ufficiale per verificare in autonomia quanto si deve aspettare nella propria regione: la Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa, realizzata da AGENAS su mandato del Ministero della Salute. Questa guida spiega come consultarla, quali sono i tempi massimi garantiti per legge e cosa fare se vengono superati.

Classe B (breve): max 10 giorni ·
Classe D (differibile): max 30 giorni (visite) o 60 giorni (accertamenti) ·
Classe P (programmata): max 120 giorni ·
Monitoraggio: AGENAS e Regioni

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
  • L’effettivo rispetto dei tempi varia sensibilmente tra le Regioni
  • Non esiste un modulo unico nazionale per segnalare i ritardi
3Segnale temporale
  • Legge n. 107/2024 (29 luglio 2024): istituzione della PNLA
  • 21 giugno 2019: costituzione dell’Osservatorio Nazionaleliste di attesa
4Cosa viene dopo
  • Il ministro Schillaci ha dichiarato che il trend delle liste di attesa è stato invertito dopo vent’anni (Quotidiano Sanità)
  • Una quota rilevante di prestazioni resta comunque fuori tempo massimo (Quotidiano Sanità)

La tabella seguente riassume i dati chiave per orientarsi tra normative e scadenze.

Dato Valore
Classe breve (B) 10 giorni max
Sito istituzionale salute.gov.it
Segnalazioni ritardi Direzione Generale ASL competente
Copertura dati PNLA (settembre 2025) gennaio–settembre 2025
Garanzia minima tempi per classi B e D 90% delle prenotazioni

Monitoraggio Liste di attesa

La Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA) rappresenta il principale strumento di trasparenza del Servizio Sanitario Nazionale in materia di tempi di attesa. Istituita dall’articolo 1 della Legge n. 107 del 29 luglio 2024, la piattaforma è stata realizzata da AGENAS con l’obiettivo di consentire ai cittadini di verificare autonomamente le tempistiche per ciascuna prestazione nella propria regione.

Siti web delle Regioni

Ogni Regione e Provincia Autonoma pubblica i dati sui propri siti istituzionali, aggiornati periodicamente secondo le indicazioni del Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA). I cittadini possono consultare i portali delle aziende sanitarie locali per verificare i tempi medi di attesa comunicati dalla propria regione.

Dati AGENAS

AGENAS acquisisce mensilmente i dati trasmessi da Regioni e Province Autonome e li rende disponibili sul Portale della Trasparenza. A settembre 2025, i dati coprono il periodo gennaio-settembre 2025. La piattaforma consente di consultare il numero totale di prenotazioni, la percentuale di prenotazioni nei giorni festivi e prefestivi, la quota di prime disponibilità accettate dagli assistiti e i tempi medi di attesa per ciascuna prestazione.

L’implicazione: la disponibilità di dati regionali confrontabili permette ai cittadini di identificare non solo se la propria regione rispetta i tempi di legge, ma anche se esistono alternative più rapide in altre zone del territorio nazionale.

Il punto chiave

AGENAS non è un semplice repository di dati: l’ente pubblico non economico opera come braccio tecnico del Ministero della Salute, fornendo supporto analitico anche sul monitoraggio della spesa sanitaria in rapporto alle prestazioni erogate.

Lista di attesa interventi chirurgici

Per gli interventi chirurgici e le prestazioni ambulatoriali, il sistema italiano prevede quattro classi di priorità definite dal PNGLA 2019-2021. Ogni classe corrisponde a un tempo massimo di attesa che il Servizio Sanitario Nazionale si impegna a rispettare.

Classi di urgenza A B C D

  • Classe U (Urgente): da eseguire entro poche ore o comunque nel più breve tempo possibile, in relazione alla gravità clinica.
  • Classe B (Breve): tempo massimo di attesa di 10 giorni (AGENAS – PNGLA 2019-2021).
  • Classe D (Differibile): 30 giorni per le visite, 60 giorni per gli accertamenti diagnostici (AGENAS – PNGLA 2019-2021).
  • Classe P (Programmata): 120 giorni a partire dal 1° gennaio 2020 (in precedenza, fino al 31 dicembre 2019, il limite era di 180 giorni) (AGENAS – PNGLA 2019-2021).

Tempi massimi

Il tempo massimo di attesa indicato dalla Regione o Provincia Autonoma deve essere garantito almeno per il 90% delle prenotazioni con classi di priorità B e D. Per il monitoraggio vengono prese in considerazione esclusivamente le prime visite e le prime prestazioni, non le visite di controllo o follow-up.

La conseguenza pratica: un paziente con classe B ha diritto a una prestazione entro 10 giorni. Se la ASL non riesce a garantire tale tempistica, scatta l’obbligo di offrire una soluzione alternativa, anche in intramoenia con esenzione dal ticket.

AGENAS Liste di attesa

AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) svolge un ruolo centrale nel monitoraggio delle liste di attesa. L’agenzia fornisce supporto tecnico-scientifico all’Osservatorio Nazionale sulle liste di attesa, istituito con Decreto del Ministero della Salute del 21 giugno 2019.

Report e dati

Sul Portale della Trasparenza di AGENAS sono disponibili i dati aggiornati della PNLA, accompagnati da una videoguida che illustra come consultare la piattaforma. L’abbattimento dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie è uno degli obiettivi prioritari del SSN, e l’erogazione dei servizi entro tempi appropriati rappresenta una componente strutturale dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), come previsto dal DPCM del 12 gennaio 2017.

Osservatorio Nazionale

L’Osservatorio Nazionale sulle liste di attesa coordina le attività di monitoraggio a livello nazionale, analizzando i dati trasmessi mensilmente dalle Regioni. Il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA) 2010-2012 ha individuato le aree cardiovascolare e oncologica quali aree prioritarie per lo sviluppo dei Percorsi Diagnostico-Terapeutici.

Il paradosso: nonostante l’esistenza di un sistema di monitoraggio strutturato, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha ammesso che una quota rilevante di prestazioni resta fuori tempo massimo, evidenziando come il problema dell’appropriatezza delle richieste — circa il 20% delle richieste è considerato inappropriato — rappresenti un nodo ancora da risolvere.

Il trend delle liste di attesa è stato invertito dopo vent’anni, ma resta il nodo dell’appropriatezza. Una quota rilevante di prestazioni resta fuori tempo massimo.

— Orazio Schillaci, Ministro della Salute (Quotidiano Sanità)

Decreto liste di attesa 2024

La Legge n. 107 del 29 luglio 2024 ha rappresentato una svolta normativa nell’ambito delle liste di attesa. L’articolo 1 di questa legge ha istituito formalmente la Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa, conferendo base giuridica a uno strumento che permette il monitoraggio centralizzato dei tempi di attesa.

Novità normative

Oltre all’istituzione della PNLA, la legge ha rafforzato gli obblighi di trasparenza per le Regioni e ha introdotto meccanismi di verifica più stringenti. Il Ministero della Salute ha pubblicato sulla piattaforma le informazioni relative alla normativa di riferimento e ai decreti attuativi.

Impatto sui tempi

L’obiettivo della norma è consentire un monitoraggio più efficace e permettere ai cittadini di verificare se le aziende sanitarie rispettano i tempi garantiti per ciascuna classe di priorità. La piena operatività della piattaforma rappresenta un passo avanti verso una maggiore trasparenza del sistema sanitario.

Cosa questo significa: per la prima volta i cittadini dispongono di uno strumento nazionale che consente di confrontare i tempi di attesa non solo tra diverse aziende sanitarie della stessa regione, ma anche tra Regioni diverse.

Come vedere la lista di attesa per un intervento

Per verificare i tempi di attesa relativi a un intervento o a una prestazione specifica, il cittadino può accedere a diverse fonti informative. La PNLA rappresenta lo strumento più completo, ma esistono anche alternative regionali e locali.

Siti ASL

  • Accedere al sito web della propria Azienda Sanitaria Locale (ASL) o Azienda Ospedaliera di riferimento.
  • Cercare la sezione dedicata alle liste di attesa o ai tempi di prenotazione.
  • Verificare se è disponibile un sistema di prenotazione online che indica i tempi stimati.

Contatti aziende sanitarie

  • Contattare il Cup (Centro Unico di Prenotazione) della propria regione per informazioni sui tempi di attesa aggiornati.
  • Recarsi presso gli sportelli aziendali per richiedere informazioni dettagliate sulla propria posizione in lista.
  • In caso di mancato rispetto dei tempi massimi, inviare una segnalazione scritta (anche via PEC) alla Direzione Generale dell’ASL.
Cosa fare se i tempi sono superati

Se i tempi massimi di attesa vengono superati, il diritto del cittadino a scelta includes la possibilità di fruire della prestazione in intramoenia, con esenzione dalla quota del ticket. Documentare ogni richiesta e conservare tutte le comunicazioni con l’azienda sanitaria rafforza la posizione in caso di contenzioso.

Come segnalare ritardi nelle liste di attesa

Quando i tempi massimi previsti per la propria classe di priorità vengono superati, esistono procedure specifiche per tutelare i propri diritti. Ecco i passaggi da seguire:

  1. Verifica i tempi sulla PNLA — Accedi alla Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa sul Portale della Trasparenza di AGENAS e consulta i tempi medi di attesa per la tua regione e per la prestazione richiesta.
  2. Raccogli la documentazione — Conserva copia della prenotazione, della lettera di conferma e di ogni comunicazione ricevuta dall’azienda sanitaria.
  3. Contatta la ASL — Chiedi chiarimenti alla tua Azienda Sanitaria Locale sul motivo del ritardo e richiedi una nuova data di prenotazione.
  4. Invia una segnalazione formale — Invia una comunicazione scritta (lettera raccomandata o PEC) alla Direzione Generale dell’ASL, esponendo il caso e richiedendo l’attivazione delle misure previste dalla legge.
  5. Richiedi l’intramoenia con esenzione — Se la ASL non è in grado di garantire la prestazione entro i tempi massimi, hai diritto a richiedere l’erogazione in regime intramoenia senza costi aggiuntivi per il ticket.
  6. Coinvolgi le associazioni dei pazienti — Associazioni come Cittadinanza Attiva possono fornire supporto e assistenza nella procedura di segnalazione.

Punti a favore

  • La PNLA offre trasparenza nazionale confrontabile tra Regioni
  • I tempi massimi sono definiti per legge con garanzia del 90%
  • È possibile richiedere l’intramoenia con esenzione dal ticket in caso di ritardo
  • Le associazioni dei pazienti offrono supporto gratuito nella segnalazione

Difficoltà

  • I tempi effettivi variano significativamente tra le Regioni
  • Non esiste un modulo unico nazionale per le segnalazioni
  • La quota di richieste inappropriate (20%) rallenta il sistema
  • L’accesso alla piattaforma richiede familiarità con gli strumenti digitali

Posizioni degli esperti

L’istituzione della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa rappresenta un passo avanti concreto verso la trasparenza. Ora i cittadini possono verificare autonomamente se i propri diritti vengono rispettati.

— Portavoce AGENAS, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS)

Il problema delle liste di attesa non si risolve solo con i decreti. Serve un cambio di mentalità sull’appropriatezza delle richieste: il 20% delle prestazioni richieste è considerato inappropriato, e questo congestiona il sistema a danno di chi ha davvero urgenza.

— Orazio Schillaci, Ministro della Salute (Quotidiano Sanità)

Il pattern che emerge è chiaro: nonostante gli sforzi normativi e tecnologici, il nodo dell’appropriatezza delle richieste resta il principale ostacolo a una riduzione strutturale dei tempi di attesa. Finché il 20% delle prestazioni richieste non è giustificato clinicamente, il sistema continuerà a funzionare sotto pressione.

In sintesi: La PNLA offre ai cittadini italiani uno strumento concreto per verificare i tempi di attesa nella propria regione. Per i pazienti in classe B o D, il diritto a una prestazione entro 10-60 giorni è garantito dalla legge e va reclamato esplicitamente: chi non segnala il ritardo rinuncia di fatto all’alternativa dell’intramoenia con esenzione. Per le istituzioni, il problema è risolvibile solo intervenendo sull’appropriatezza delle prescrizioni, altrimenti nessun algoritmo potrà ridurre le liste di attesa in modo sostenibile.

Letture correlate: Sanità Italia – Liste d’Attesa, Problemi e Riforme SSN · Sanità Pubblica in Italia: Tutto sul Servizio Sanitario Nazionale

I tempi massimi PNLA come 10 giorni per classe B si confrontano con tempi medi per regioni spesso più lunghi, verificabili per segnalare ritardi.

Domande frequenti

Quali sono i tempi massimi di attesa in sanità?

I tempi massimi variano per classe di priorità: Classe B (breve) massimo 10 giorni, Classe D (differibile) 30 giorni per visite e 60 giorni per accertamenti diagnostici, Classe P (programmata) 120 giorni. La classe U (urgente) non ha un termine definito ma richiede intervento immediato.

Come contattare il Ministero della Salute per liste di attesa?

Il Ministero della Salute è raggiungibile tramite il sito salute.gov.it, dove sono disponibili tutte le informazioni normative e i link alle piattaforme di monitoraggio. Per segnalazioni specifiche è consigliabile rivolgersi alla Direzione Generale dell’ASL di competenza territoriale.

Cosa succede se i tempi di attesa sono superati?

Se i tempi massimi vengono superati, il cittadino ha diritto a richiedere l’erogazione della prestazione in regime intramoenia con esenzione dalla quota del ticket. È consigliabile inviare una segnalazione formale alla Direzione Generale dell’ASL documentando il ritardo.

Le liste di attesa variano per regione?

Sì, i tempi di attesa variano significativamente tra le diverse Regioni e Province Autonome. La PNLA consente di confrontare i dati regionali per identificare eventuali disparità e scegliere, se possibile, alternative più rapide.

Come funziona l’Osservatorio AGENAS?

L’Osservatorio Nazionale sulle liste di attesa coordina il monitoraggio a livello nazionale analizzando i dati mensili trasmessi dalle Regioni. AGENAS fornisce supporto tecnico-scientifico e cura la gestione della PNLA.

Esiste una legge nazionale unica sulle liste di attesa?

La normativa di riferimento è il PNGLA (Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa) 2019-2021, che definisce le classi di priorità e i tempi massimi. La Legge n. 107/2024 ha istituito la Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa per il monitoraggio centralizzato.

Chi può aiutare a saltare le liste di attesa urgenti?

Per le situazioni di reale urgenza (classe U), il medico può richiedere l’inserimento in lista con priorità elevata. In caso di superamento dei tempi massimi per classi B e D, il cittadino può richiedere l’intramoenia con esenzione. Le associazioni dei pazienti offrono assistenza gratuita nelle procedure di segnalazione.